Gli ambiti dell'assistenza
Lo Studio presta assistenza, fra l'altro, nelle seguenti materie:
- reati contro la persona: percosse, lesioni personali, minacce, ingiuria e diffamazione, atti persecutori;
- reati contro il patrimonio: furto, appropriazione indebita, truffa, danneggiamento, ricettazione;
- reati stradali: guida in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di stupefacenti (artt. 186 e 187 C.d.S.), lesioni personali stradali (art. 590-bis c.p.) e omicidio stradale (art. 589-bis c.p.), anche nel raccordo con l'azione risarcitoria trattata nella pagina dei sinistri stradali;
- stupefacenti: detenzione e cessione ai sensi del d.P.R. n. 309/1990, ipotesi di lieve entità, uso personale e conseguenze amministrative;
- reati contro la famiglia: maltrattamenti contro familiari e conviventi, violazione degli obblighi di assistenza familiare;
- misure cautelari e precautelari: assistenza nell'udienza di convalida dell'arresto o del fermo, istanze di revoca o sostituzione della misura.
L'elenco è esemplificativo: la difesa è prestata in ogni stato e grado del procedimento, qualunque sia il titolo di reato, e la qualificazione del fatto spetta in ogni caso all'avvocato dopo l'esame degli atti.
Informazione di garanzia e avviso 415-bis: cosa significano e cosa fare
L'informazione di garanzia comunica alla persona sottoposta alle indagini l'esistenza di un procedimento penale a suo carico. Non è una condanna né un'accusa formalizzata: è, però, il segnale che occorre predisporre la difesa. L'avviso di conclusione delle indagini preliminari (art. 415-bis c.p.p.) segna invece un passaggio decisivo: da quel momento decorre il termine di 20 giorni per esaminare gli atti, presentare memorie, produrre documenti e chiedere di essere interrogati.
La difesa più efficace si costruisce nelle indagini preliminari, non in udienza. Nominare subito un difensore di fiducia consente di esercitare facoltà che, decorsi i termini, non si recuperano.
I riti alternativi
Il codice di rito prevede percorsi alternativi al dibattimento, che possono comportare significative riduzioni di pena: il giudizio abbreviato (art. 438 c.p.p.), che definisce il processo allo stato degli atti con riduzione di un terzo della pena, e l'applicazione della pena su richiesta delle parti (art. 444 c.p.p.), il cosiddetto patteggiamento. La scelta del rito è una valutazione strategica da compiere con il difensore, sulla base degli atti di indagine ed entro termini processuali che, una volta decorsi, precludono l'accesso al rito.
La persona offesa dal reato
Chi ha subito un reato dispone di strumenti propri di tutela. Per i reati procedibili a querela, il termine per proporla è, di regola, di tre mesi dalla notizia del fatto (art. 124 c.p.): decorso il termine, la punibilità non può più essere richiesta. Nel processo, la persona offesa danneggiata dal reato può costituirsi parte civile per ottenere il risarcimento del danno, patrimoniale e non patrimoniale, direttamente in sede penale.
Come procede lo Studio
Esame degli atti disponibili e della posizione dell'assistito, nomina e accesso al fascicolo, individuazione della strategia difensiva — anche in punto di riti alternativi — e assistenza in ogni fase del procedimento; per la persona offesa, valutazione della querela e dell'azione risarcitoria.